|
 |
L'entroterra si
articola nelle cinque valli dell'Aveto, della Fontanabuona,
dello Sturla, del Graveglia e del Petronio ben collegate con l'oltregiogo
appenninico, ricche di centri abitati, di attraenti ambienti
naturali e sede di attività artigianali.Lungo la Val
Fontanabuona la lavorazione dell'ardesia è praticata a Cicagna
(2.700 ab.) presso Moconesi (2.200 ab.), a Gattorna la
parrocchiale conserva un portico cinquecentesco. Lungo la Valle
dello Sturla, dopo Carasco, Borzonasca (2.400 ab.) è nota per la
vicina Abbazia di Borzone (o di S. Andrea) di antiche origini,
affidate nel 1184 ai Benedettini di Marsiglia, che vi risiedono
fino al 1535. La chiesa dotata di torre campanaria bugnata è
del'244 e subì diversi rifacimenti. Il complesso di Borzone è
ubicato in una verde valletta che accresce il fascino degli
antichi edifici.
Alla testata della
valle, S. Stefano d'Aveto ( 1670 ab.); Dominata dal duecentesco
castello dei Malaspina, poi passato ai Fieschi e ai Doria, è
diventata una frequentata stazione di sports invernali e
località di villeggiatura estiva. Le cime circostanti culminate
dai monti Maggiorasca (1303 m.) e Penna (1735 m) costituiscono
un settore molto interessante dell'Appennino, insieme a quello
del Monte Aiona in corso di tutela a parco regionale. Passando
per Rezzoaglio, è possibile raggiungere i laghi delle Lame e
degli Abeti, circondati da boschi e inserite in un ambiente
naturale assai noto agli escursionisti.
A Chiavari sbocca da levante la Val Graveglia, che ha in Ne (
2600 ab.), Conscenti, Reppia e Arzeno i suoi principali centri
abitati. La Valle era chiamata un tempo "di Garibaldo", perché
la famiglia da cui discenderà Giuseppe Garibaldi era originaria
del luogo. In questi borghi di età medievale la vita, pur
seguendo l'evoluzione dei tempi, ha saputo conservare usi e
tradizioni del passato, propri di una civiltà contadina sapiente
e operosa. Anche l'idioma parlato in Val Graveglia,
profondamente studiato negli ultimi anni, ha rivelato remote
origini e interessanti particolarità, che ne fanno uno dei
dialetti liguri meglio conservati della regione.
Nel retroterra di Sestri Levante in una zona pianeggiante sulla
destra del torrente Petronio, tra le basse colline ricoperte
dall’inconfondibile verde degli ulivi e dei pini si trova il
Comune di Casarza Ligure.
Dal suo territorio è visibile la strada del Bracco che si snoda
a mezza costa e dopo il paese si incontra la strada che porta
alla chiesa di San Giovanni Battista di Candiasco dietro il cui
altare maggiore è collocato un trittico raffigurante il Battista
con i Santi Michele Arcangelo e Pietro, opera firmata e datata
(1498) di Giovanni Barbagelata |